
Si è tenuta ieri a Milano la conferenza stapa di “Qualunquemente” il film, da oggi in tutte le sale, scritto da Antonio Albanese e diretto da Giulio Manfredonia.
Il primo ad arrivare è Piero Guerrera, sceneggiatore del film insieme ad Albanese, seguito da Lorenza Indovina e Veronica Da Silva (le mogli di Cetto La Qualunque) che si rendono da subito disponobili ai flash dei fotografi.
Verso le 12:00 fa il suo ingresso Antonio Albanese insieme con il regista Giulio Manfredonia ed il produttore Domenico Procacci. Scambia chiacchiere confidenziali con giornalisti e fotografi non mancando di fare battute in calebrase alla “Cetto”.
Una delle prime domande che viene rivolta è se nel film ci siano riferimenti alla situazione politica attuale. Albanese prende subito la parola: “Non ci sono riferimenti voluti, il soggetto ed il personaggio di Cetto La Qualunque sono nati più di otto anni fa in tempi “non sospetti”, se analogie con quanto adesso sta accadendo ci sono, si tratta di una coincidenza”… o di lungimiranza, viene da aggiungere.
Non si tratterebbe dunque di un film politico bensì semplicemente di un film comico che però racconta pur se portandole al paradosso, trisiti e drammatiche realtà italiane.
La pellicola verrà portata anche al Festival di Berlino in programma dal10 al 20 Febbraio 2011 e a chi chiede se all’estero il personaggio di Cetto La Qualunque e l’ambiente in cui si muove verrà capito, regista e attori non hanno dubbi nel risponedere: “Siamo sicuri che non solo in Italia avvengano certe cose, anche in Germania ci saranno pizzerie in cui non sempre vengono emesse ricevute fiscali“ come accade in una delle scene del film.
La conferenza si conclude con la domanda ad Antonio Albanese su suoi eventuali progetti e personaggi futuri. “Sto lavorando ad un’idea bellina…una cosa sulle religioni” risponde, accennnando strani movimenti corporei che dovrebbero caratterizzare il prossimo personaggio.
Fonte immagine: screenweek.it


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