giovedì 2 settembre 2010

“I Mercenari”: recensione

Pubblicato da luca.malgara


Giornata record per l’esordio al cinema dell’ultima fatica del mitico Sylvester “Rambo” Stallone, “I Mercenari”, già campione di incassi negli Usa e in grado di battere Julia Roberts con il suo “Mangia,prega,ama”.

La nostalgia per gli 80s regna ormai sovrana a Hollywood. Ma se di tutte le operazioni di “recupero” fatte recentemente hanno creato nel pubblico un effetto “indigestione” quella portata a termine da Sly e co. potrebbe invece dare nuova linfa a un genere dato per morto.

The Expendables” (titolo originale e ben più d’impatto) è in poche parole, “la quinta essenza dell’action movie”, una perfetta sintesi tra il cinema tutto muscoli  di qualche decennio fa, con gli effetti speciali di oggi (di cui non si è fortunatamente abusato) il tutto condito da un umorismo che diverte un intera sala.

Divertimento, credo sia la parola chiave di questo film. Nessuna dietrologia politica, nessun messaggio umanitario, nessun problema esistenziale. Un semplice spettacolo da godersi con gli amici in cui nessuno si prende sul serio.

Barney Ross (Stallone) è il capo di un gruppo di mercenari (Lundgren, Statham, Li, Couture, Crew e Rourke) che compie operazioni al limite. Un giorno vengono ingaggiati da un misterioso personaggio senza nome (Bruce Willis), legato alla CIA, che li assolda per rovesciare una dittatura in un paese del Sud America. Ross e Christmas (Statham) vanno in perlustrazione e scoprono che le cose non stanno esattamente come raccontate. Decidono di mollare, ma l’improvisso arrivo di una bellissima donna, figlia del generale locale e legata ai suoi valori di libertà, scombinano i piani e “obbligano” moralmente il gruppo a lanciarsi in una missione suicida (5 contro un intero esercito) per salvare la ragazza.. Morti ed esplosioni non mancheranno!

L’attesa per questo film è stata enorme, tanto che vedere una sala piena mercoledì 1 Settembre per un film, non mi era mai capitato (eccezion fatta per Avatar). E’ stato vissuto come un fenomeno collettivo, in cui tutti abbiamo partecipato, fino all’applauso finale.

E’ come se fossimo tornati tutti bambini e il cinema, con noi, più umano. Complimenti a Sly e alla sua crew. Un film già diventato un cult, grazie ad alcune scene, in particolare l’incontro scontro con il governatore della California Arnold Schwarzenegger, in cui rispolverando la loro vecchia rivalità si contendono il lavoro, concluso da una battuta stupenda, mentre Swarzy si allontana: “Come mai è impegnato?” chiede Willis, “Sta cercando di diventare Presidente!“, risponde Sly sorridendo…

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