Si è spento nella notte del 27 Aprile Furio Scarpelli, classe 1919, scrittore e sceneggiatore di tanti capolavori della commedia all’italiana.
In coppia con Agenore Incrocci forma negli anni Quaranta la coppia storica Age&Scarpelli, che firma alcuni dei primi successi di Totò e, più avanti, quasi tutti i più grandi capolavori della commedia all’italiana. La coppia ha la maestria di rappresentare con eleganza e ironia, in collaborazione con i maggiori registi del genere, le contraddizioni e il cinismo dell’Italia e degli italiani che vivono il boom economico degli anni Cinquanta.
Parliamo di opere come “I Soliti Ignoti” (1958) e “La Grande Guerra”(1959) di Mario Monicelli, “I Mostri” (1963) di Dino Risi, “Sedotta e Abbandonata” (1964) di Pietro Germi, fino ad arrivare a “C’eravamo Tanto Amati” (1974) di Ettore Scola. Sempre in coppia con Age, Furio Scarpelli ha posto la sua firma anche su un cult del genere spaghetti western, “Il Buono, il Brutto e il Cattivo” (1966) di Sergio Leone, e su “Il Postino”(1994) di Michael Radford, consacrazione ed ultima interpretazione di Massimo Troisi.
Terminato il sodalizio con Agenore Incrocci, Scarpelli ha poi collaborato con giovani autori e registi di cui è diventato mentore e punto di riferimento, come Francesca Comencini e Paolo Virzì, e si è dedicato all’insegnamento presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.
Scompare uno dei più abili manipolatori della lingua italiana, un occhio intelligente del cinema e un pezzo della sua storia. Così lo ha ricordato Walter Veltroni: “Furio era una persona colta e ironica, con una grande passione civile ed una innata signorilità. Ha inventato storie meravigliose e reso giustizia al valore assoluto della fantasia. Era un fine intellettuale con un profondo senso del valore di un linguaggio popolare. Ha fatto grande il cinema italiano”.


