martedì 16 marzo 2010

Occhiali 3D: ecco il parere del Css

Pubblicato da Patrizia Frattini


Gli esperti dell’organo consultivo del Ministero della Salute (il Consiglio superiore di sanità), hanno espresso oggi il loro parere sull’uso delle lenti per la visione in tre dimensioni.

Le direttive, considerate come le più severe al mondo in materia, sono state subito comunicate ai Dipartimenti di prevenzione delle Asl, al ministero dell’Economia, al comando dei Nas (che già in questo mese aveva portato a termine 7mila sequestri di occhiali potenzialmente pericolosi) e al Codacons, l’associazione di consumatori che per prima ha raccolto e sostenuto le segnalazioni di coloro che, al cinema, soffrivano per vertigini, mal di testa e nausea.

Il caso che più ha fatto parlare di sè, dando il via a questi provvedimenti d’urgenza, è proprio quello, già segnalato da BeCinema, della bimba di tre anni cui è stata diagnosticata una infiammazione acuta poche ore dopo la visione di un film in 3D.

Il Consiglio superiore di sanità ha giudicato “controindicatoper i minori di sei anni l’uso delle lenti per la visione tridimensionale dei film al cinema. Per gli adulti, tale uso deve essere “limitato nel tempo” e  garantito con “fornitura di tipo monouso“. Niente allarminsmi però, il Css precisa che “non sussistono controindicazioni cliniche” e che nei più piccoli può insorgere “qualche disturbo di ordine funzionale, senza determinare danni o patologie irreversibili”. Maggiori dettagli a proposito dei possibili danni sui più giovani sono stati forniti da Mario Stirpe, presidente dell’Irccs oftalmologico Fondazione Bietti, autore della relazione su cui si sono basati gli esperti del Ministero della Salute: “Ogni occhio, con le lenti, vede solo il filmato girato dalla relativa telecamera ed è questa visione binoculare a far percepire la terza dimensione. Nei bimbi in tenera età la visione binoculare può non essere ancora presente o non del tutto consolidata, inoltre possono esserci difetti visivi non diagnosticati.”

Critico il Presidente dell’Anec (Associazione nazionale esercenti cinematografici) Paolo Protti che commenta così le direttive: “Mi sembra solo un eccesso di zelo tutto italiano. Già 14 milioni gli italiani che tra il 2009 e il 2010 hanno visto un film in 3D senza conseguenze”.

Commenti

  • Quanta celerità su questo provvedimento…abbiamo gli ospedali in sfacelo ma un caso di congiuntivite FORSE dovuta ad un occhialetto non sterilizzato ha messo tutti al lavoro. Non è che il successo del cinema 3d ha tolto qualche spettatore alle principali emittenti private?

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